C’è un’idea diffusa e comprensibile: il sito è fatto, è online, è finito. Come un’insegna: la monti e sta lì. Purtroppo un sito somiglia meno a un’insegna e più a un’automobile — se nessuno lo cura, non resta uguale: peggiora. Ecco la cronologia tipica.
Dopo sei mesi: il rallentamento
Le tecnologie con cui è costruito il sito ricevono aggiornamenti continui. Nessuno li applica, e le prime cose si notano appena: il sito si apre più lento, qualche foto non si carica al primo colpo. Google, che misura la velocità, comincia a prenderne nota.
Dopo un anno: le prime rotture
Un modulo di contatto che smette di inviare (e nessuno se ne accorge: le richieste semplicemente non arrivano più). Un certificato di sicurezza scaduto, col browser che mostra “sito non sicuro” ai visitatori. Contenuti fermi — l’annuncio della chiusura estiva di due anni fa ancora in home.
Dopo due anni: il rischio vero
I siti non aggiornati sono il bersaglio preferito degli attacchi automatici: non serve essere famosi, basta essere vulnerabili. Un sito compromesso può ritrovarsi pieno di link spazzatura, essere segnalato come pericoloso da Google, o sparire del tutto. Ripulire costa sempre più che prevenire — e nel frattempo l’immagine è quella che è.
La matematica della cura
La manutenzione è noiosa da vendere e noiosissima da raccontare, ma i numeri sono semplici: poche decine di euro al mese di cura costante contro il costo di un sito da ripulire, rifare o — peggio — il valore dei clienti che nel frattempo hanno lasciato perdere perché “il modulo non funzionava”.
Il nostro servizio di assistenza funziona così: una visita di controllo gratuita per dirti come sta il tuo sito oggi (anche se non l’abbiamo fatto noi), poi la cura mensile — aggiornamenti, copie di sicurezza, controlli, e le piccole modifiche quando ti servono, in giornata. Tu te ne dimentichi; è esattamente lo scopo.